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La Decorazione part.1

aprile 30th, 2009 di:

“Quando la necessità spinse gli uomini alla riflessione, al lavoro e all’unione, venne allora aperta la via che doveva condurre alla civiltà. Oltre l’intelletto e la volontà, l’uomo ebbe la fantasia, il cui primo indizio si rivela nell’istinto di abbellire prima sé stesso, indi ciò che lo circonda… Sull’impulso di adornarsi non ebbe influenza il clima, né la pura necessità della vita, che costrinsero l’uomo a costruirsi un ricovero, a procacciarsi un vestito; ma fu elezione spontanea dello Spirito” (Giuseppe Ronchetti).

Fin dall’inizio dei tempi l’uomo ha sentito l’esigenza di decorare l’ambiente in cui viveva.
Gli uomini preistorici rappresentavano scene di caccia sulle pareti di roccia della caverna utilizzando graffiti o le materie coloranti che la natura offriva spontaneamente. Nell’antico Egitto venivano dipinti i muri delle tombe dei faraoni anche con ornati che imitavano diversi frutti della natura, come il fiore di loto, il capo del papavero, l’albero di palma., utilizzando una gamma ristretta di colori mesticati in certi casi con la cera.

I Greci amavano decorare templi, e i Romani, sapendo saggiamente combinare l’arte e la tecnica degli Etruschi e degli stessi Greci, utilizzavano l’arte del falso anche per realizzare elementi architettonici a costi ridotti e nessuna casa patrizia era perfetta senza arabeschi, festoni e figure svolazzanti. L’imitazione dei materiali è quindi un’arte che esiste da sempre.
Con il termine “trompe-l’oeil” (letteralmente “inganno dell’occhio” ) si intende la raffigurazione eseguita con tecniche varie, di una serie di oggetti, ripresi con una tale fedeltà del particolare da dare l’illusione della loro reale esistenza; quindi sia pitture che fingono una tridimensionalità e una profondità in ambienti chiusi o su pareti cieche, sia l’imitazione pittorica dei vari tipi di materiali esistenti. Così si possono ridisegnare gli ambienti, creando nuovi spazi con finte finestre spalancate su paesaggi, architetture fantastiche, giardini d’inverno, nicchie, tendaggi, ferri battuti o rendendoli più preziosi od accoglienti con raffinate o più sobrie decorazioni. La tecnica del trompe-l’oeil è utilizzata anche per imitare qualsiasi tema ispirato alla natura, dalle pietre, minerali e marmi, ai fiori,vegetali, essenze legnose, fino agli animali.

Un buon effetto illusionistico non è casuale ma frutto di una studio accurato dell’artista che deve tra l’altro tener conto di svariati fattori : le necessità del committente, di cui ovviamente vanno rispettati i gusti e le esigenze, le caratteristiche del locale di cui bisogna innanzi tutto considerare la destinazione d’uso, il tipo di mobilio e sua disposizione, i colori già esistenti di stoffe, pavimenti, ecc. e il tipo di architettura, sue proporzioni, tipo di soffitto, finitura delle pareti, tipo di illuminazione ed orientamento rispetto al sole.

Una volta decisa l’impronta o carattere che si vuole dare all’ambiente, bisogna riflettere sulle varie possibilità di decorazione da scegliere: effetti ottenuti mettendo a contrasto materiali diversi, finiture speciali delle superfici, come la graffiatura, la spugnatura e la stracciatura, semplice scelta di abbinamenti di colori nelle campiture di pareti e soffitti, scelta di materiali che producono effetti particolari come tinte perlacee, effetto metallico, vellutato, ecc. , invecchiamento delle pitture con diversi tipi di patine, marmorino, uso della filettatura con semplici linee diritte o finte modanature, false pietre o mattoni, ornamentazioni in vari stili, con imitazione dei legni, dei marmi, delle pietre dure, dei metalli, delle stoffe, uso dello stencil, lavori di doratura, laccatura, fino al trompe-l’oeil murale. I dipinti possono infine essere realizzati sia direttamente sulla parete, sia su pannelli di legno o su tela. Questi due ultimi supporti sono molto usati, poiché possono essere facilmente rimossi in caso di trasferimenti o modifiche dell’arredamento, sia perché permettono la loro realizzazione all’interno di un laboratorio.

 

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